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	<description>Crotone tra arte e cultura</description>
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		<title>L&#8217;area protetta Isola Capo Rizzuto</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 10:41:17 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Siti e Aree protette]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mackrotone.it/wp-content/uploads/2012/04/Area-protetta-300x200.jpg" alt="Le meraviglie dell&#039;isola Capo Rizzuto" title="L&#039;area protetta Isola Capo Rizzuto" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-66" /><strong>L’area marina protetta di Isola Capo Rizzuto si trova in Calabria, nella provincia di Crotone e si affaccia sul Mar Ionio. Essa si estende per circa 36 chilometri di costa ed è stata istituita nel 1991.</strong></p>
<h2>I luoghi dell’area marina protetta di Isola Capo Rizzuto</h2>
<p>L’area marina di Isola Capo Rizzuto si estende per 14000 ettari di superficie. Ne fanno parte otto promontori che vanno da Capocolonna, luogo noto per ospitare l’antico tempio greco dedicato alla dea Hera Lacinia, a  punta  Le Castella, piccolo borgo dominato visivamente dal castello aragonese. Le aree marine protette in Italia sono ventuno e sono state istituite per salvaguardare e proteggere queste aree che hanno un notevole interesse ambientale.  Tutta l’area è suddivisa in tre zone, ognuna caratterizzata da un livello di accessibilità. C’è da segnalare che l’area marina protetta termina a cento metri dalla costa. La zona  A è classificata come Riserva Intergrale, è comprende  i tratti di mare  prospicienti Capo Colonna, Capo Cimiti, e Capo Bianco. In questa zona è vietata nel modo più assoluto la navigazione, la balneazione e l’immersione. La zona B, detta di Riserva Generale, comprende il tratto di mare da Capo Donato, fino all’estrema punta est di Barco Vercillo. In questa parte dell’area marina protetta sono consentite la balneazione e le immersioni. Sono possibili anche escursioni subaquee ma da effettuarsi solo  con guide specializzate. Invece l’area C chiamata Riserva Parziale, comprende le zone rimanenti. In questa zona è possibile la balneazione ed effettuare immersioni. L’unica cosa proibita è praticare la pesca subaquea. </p>
<h2>In cosa consiste la bio diversità dell’area marina protetta di Isola Capo Rizzuto</h2>
<p>L’area marina  protetta di Isola Capo Rizzuto  si trova nella parte più orientale della Calabria,  conosciuta anche come Marchesato. Essa è composta da entroterra, costa e fondali. L’entroterra  è leggermente collinare, al massimo fino a 300 metri sopra il livello del mare. È  caratterizzato dalla macchia mediterranea che si conserva intatta in tutta la sua rigogliosità  e vi si trovano piante di tamerici, timo, lentischio, e ginestra. La costa invece alterna golfi e promontori più o meno estesi. La parte più particolare dell’area marina sono i fondali. Vi sono praterie immense di Poseidonia Oceanis  e per quanto riguarda la fauna, molte specie ittiche come i saraghi, cernie, barracuda e tonnetti trovano qui il loro habitat naturale. Lo scopo dell’istituzione dell’area marina protetta è quella di salvaguardare questa specificità ambientale. Ha anche lo scopo di studiare in maniera approfondita le specie vegetali e animali che lo popolano, e verificare lo stato di inquinamento dell’area. Al momento gli studi sia sull’inquinamento, sia sulla riproduzione corretta delle specie hanno dato esiti positivi.  L’ente che gestiste l’area marina protetta mette a disposizione dei visitatori tutta una seria di servizi per visitare questo luogo incontaminato. Vengono messe a disposizioni delle motonavi particolari con il fondo trasparente per far  ammirare a chi non fa immersioni,  e anche ai bambini, i fondali. Chi invece  ama le immersioni subacquee, vi sono delle guide specializzate che  in gruppo effettuano delle visite nei fondali per ammirare da vicino le specie protette di questa zona.  </p>
<p>Foto: Wolfgang Zintl &#8211; Fotolia</p>
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		<title>I salumi crotonesi</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 10:36:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In Calabra vi è un’antichissima tradizione gastronomica per quanto riguarda i salumi. In particolare nella zona del crotonese vengono prodotti degli insaccati che si sono meritati la dicitura Dop, denominazione di origine protetta, e vengono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mackrotone.it/wp-content/uploads/2012/04/Salumi-Crotonesi-300x200.jpg" alt="Tra i sapori di Crotone" title="I salumi crotonesi" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-62" /><strong>In Calabra vi è un’antichissima tradizione gastronomica per quanto riguarda i salumi. In particolare nella zona del crotonese  vengono prodotti  degli insaccati che si sono meritati la dicitura Dop, denominazione di origine protetta, e vengono realizzati secondo delle regole stabilite dal consorzio.</strong></p>
<h2>La soppressata e il capocollo, tipici salumi crotonesi</h2>
<p>Nella gastronomia calabrese i salumi rappresentano una parte importantissima. Questa tradizione ha radici antiche. Infatti sin da quando il territorio calabrese faceva parte della Magna Grecia, era molto utilizzata la macellazione del suino. Il motivo principale risiede nel fatto che il maiale è un animale facile da gestire, non ha bisogno particolari cure e si alimenta con poco e si possono ricavare molte prelibatezza, tra le quali vi sono appunto i salumi. Nella regione del crotonese in particolare la soppressata e il capocollo godono di una fama meritatissima anche perché vengono prodotti secondo canoni ben precisi in quanto prodotti Dop, denominazione d’origine protetta. Viene utilizzata la parte magra della spalla e della coscia del maiale con l’aggiunta del grasso del collo che il tipo di grasso suino più pregiato. Alla carne, tagliata in piccoli pezzi e amalgamata tra loro, vengono aggiunti gli aromi: sale, pepe nero, peperoncino in polvere e crema di peperone. A questo salume viene data una forma cilindrica e schiacciata, da qui il nome soppressata, lunga circa quindici centimetri e di diametro di circa sei. La stagionatura dura circa sei mesi e in cucina viene utilizzata sia in abbinamento con altri salumi, ma anche per insaporire altre pietanze. Il capocollo, altro salume dop crotonese, è fatto con la carne della parte superiore del lombo dei suini e viene aromatizzato con del pepe. Il periodo di stagionatura non deve essere inferiore ai cento giorni. La sua forma è cilindrica e il colore è di un rosso vivo con delle striature bianche di grasso. In cucina questo salume è spesso abbinato alle cipolle rosse di Tropea. </p>
<h2>La salsiccia e la gelatina, due prelibatezze del crotonese</h2>
<p>La salsiccia calabrese viene prodotta in tutte le zone della Calabria e in particolare in quella crotonese. Viene utilizzata la carne  della spalla e della sottocostola del maiale, con aggiunta del grasso del collo, la cui percentuale deve essere compresa tra il 15 e il 20. Viene aromatizzata con peperoncino e finocchio selvatico e una volta inseriti questi ingredienti mescolati tra di loro all’interno di un budello naturale, le viene data la tipica forma a catenella. La stagionatura si aggira circa sui trenta giorni. Una volta trascorsi questi giorni, essa si conserva in un ambiente asciutto per circa dodici mesi. Il suo impiego in cucina è molteplice e viene utilizzato per arricchire le tipiche ricette calabresi. La gelatina è un salume che viene ottenuto dalla bollitura della carne della testa del maiale e delle cotiche. La bollitura è una fase importantissima per la riuscita di questo salume e dura parecchie ore. Dopo la bollitura viene aggiunto dell’aceto bianco e riposta in contenitori di terracotta. La consistenza è semisolida. Questo salume è poco conosciuto, nonostante a livello locale sia molto apprezzato.</p>
<p>Foto: HLPhoto &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Il piccolo borgo di Le Castella</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 10:45:40 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Storia e Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Il borgo di Le Castella si trova in Calabria, sulla costa ionica. Bagnato da un mare cristallino, è immerso nella macchia mediterranea e circondato da spiagge di sabbia fine. Le Castella, un borgo immerso nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mackrotone.it/wp-content/uploads/2012/04/Borgo-300x245.jpg" alt="Le Castella: un borgo sul mare" title="Il piccolo borgo di Le Castella" width="300" height="245" class="alignleft size-medium wp-image-71" /><strong>Il borgo di Le Castella si trova in Calabria, sulla costa ionica.  Bagnato da un mare cristallino, è immerso nella macchia mediterranea e circondato da spiagge di sabbia fine.</strong></p>
<h2>Le Castella, un borgo immerso nella natura  e nella storia</h2>
<p>Il borgo di Le Castella è una frazione del comune di Isola  di Capo Rizzuto, in provincia di Crotone. Si affaccia sulla costa ionica della Calabria. Questa parte della regione è nota a livello naturalistico per la macchia mediterranea e perché le spiagge sono di sabbia finissima e di colore chiaro. Il Borgo de Le Castella è situata nella parte più a sud dei tre promontori Iapigi, attualmente denominati Capo Cimiti, Capo Rizzuto e appunto Le Castella. L’origine del nome non è chiara. Sicuramente uno dei riferimenti è fornito dai numerosi castelli presenti nel territorio  anche prima  del tempo dei Normanni. La prova sarebbe data dal fatto che in nome del borgo è giunto a noi in forma plurale. Al tempo dei Normanni  infatti il borgo era denominato Castella Maris. Ma gli storici fanno risalire la nascita di questa località in tempi ancora più lontani, nel secondo secolo avanti Cristo, quando Annibale, reduce dalla seconda guerra punica fece un repentino ritorno in patria e li vi fece costruire una fortezza. Questa  sorgeva proprio dove oggi c’è il monumento più noto del paese, il Castello Aragonese. La particolarità risiede nel fatto che è situato su un isolotto collegato alla terraferma da un sottile istmo di terra. È di grandi dimensioni ed è caratterizzata dall’alta torre di avvistamento di epoca angioina. I tre piani e la torre sono collegati all’interno da una suggestiva scala a chiocciola in pietra.  Il castello è in ottimo stato di conservazione ed visitabile. </p>
<h2>Informazioni turistiche su Borgo Le Castella</h2>
<p>Il borgo di Le Castella è situata all’interno dell’area marina protetta di Isola Capo Rizzuto. Ogni giorno dalla darsena del porto turistico partono delle escursioni per ammirare  i fondali a largo del borgo, caratterizzate da immense distese di Poseidonia Oceanica, una pianta che cresce voluminosa nei fondali del mar mediterraneo. È possibile ammirare anche pesci dai colori brillanti. Per chi invece ama  le immersioni,vi sono parecchie opportunità.  Per chi è alle prime armi è  possibile fare  escursioni di archeologia marina, dove a soli duecento metri dalla fortezza aragonese e ad una profondità massima di cinque metri vi è  un percorso che testimonia come questo braccio  di mare in antichità non era sommerso, ma vi era anzi una cava che serviva per l’estrazioni di blocchi di pietra.  Per chi invece è un sub esperto c’è la possibilità di scegliere tra numerose immersioni ad una profondità di oltre venti metri per ammirare sia la numerosa flora e fauna, ma anche i relitti di alcune navi affondate nel corso dei secoli. Il borgo  di Le Castella è facilmente raggiungibile sia in auto attraverso l’autostrada A3 Salerno- Reggio Calabria, sia in treno. Per quanto riguarda le strutture ricettive, sono presenti sul territorio alberghi, residence, bed and breakfast, villaggi vacanze adatti a soddisfare ogni tipo di esigenza. Per quanto riguarda la cucina, essa si ispira agli antichi sapori calabresi.  </p>
<p>Foto: Ulisse &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Gastonomia a Crotone</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jul 2011 10:03:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nell’ambito di promozione enogastronomica del territorio, la Provincia di Crotone ha negli ultimi anni dato l’avvio ad un progetto denominato “Food Experience in Crotone &#8211; Tutto il Gusto del Mediterraneo”. Il progetto Food Experience Food [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mackrotone.it/wp-content/uploads/2011/07/progetto1-300x199.jpg" alt="Gastonomia" title="Gastonomia a Crotone" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-39" /><strong>Nell’ambito di promozione enogastronomica del territorio, la Provincia di Crotone ha negli ultimi anni dato l’avvio ad un progetto denominato “Food Experience in Crotone &#8211; Tutto il Gusto del Mediterraneo”.</strong></p>
<h2>Il progetto Food Experience</h2>
<p>Food Experience in Crotone prevede una serie di iniziative che mirano a promuovere il turismo enogastronomico crotonese con un progetto unitario, una sorta di “fabbrica del gusto pitagorico”.<br />
Tale progetto, quindi, coinvolge vari aspetti che ruotano intorno al patrimonio gastronomico ed enologico della provincia di Crotone: questo processo di valorizzazione e promozione interessa anche quei fattori più commerciali, come il packaging dei prodotti e il marketing.<br />
Nel mondo della globalizzazione, numerosi territori italiani sentono il bisogno di tutelare e valorizzare le proprie tradizioni e la propria cultura, anche attraverso il cibo: tale iniziativa si inserisce appunto in questa tendenza che mira a preservare le peculiarità locali italiane.<br />
Punto forte del progetto è tuttavia il suo carattere itinerante, infatti Food Experience in Crotone ha partecipato a varie fiere e manifestazioni nazionali e internazionali.<br />
Fa appunto parte del suo carattere itinerante, l’iniziativa “Crotone porta a Roma il gusto pitagorico”: si tratta di una postazione permanente, situata nella capitale, che dal 13 al 19 febbraio 2008 ha organizzato la “Prima settimana della Cucina Pitagorica Crotonese”.<br />
Il presidio romano, inoltre, organizza altre manifestazioni volte alla promozione dell’enogastronomia crotonese, quale ad esempio i dolci tradizionali e delle feste. Infine, a Roma è stata installata una mostra permanente dei prodotti tipici di Crotone.</p>
<h2>Food Experience ospite di importanti fiere</h2>
<p>Il progetto Food Experience in Crotone non è limitato alla provincia calabrese, bensì appunto viene promosso presso fiere e manifestazioni dedicate all’enogastronomia e al turismo.<br />
A pochi mesi dalla sua nascita, l’iniziativa è stata ospite di Cibus 2008, il salone internazionale dedicato all’alimentazione, che si tiene ogni anno a Parma. Si tratta di una vetrina per i prodotti alimentari italiani, perciò è in linea con le intenzioni del progetto crotonese.<br />
Sempre nello stesso anno, l’iniziativa crotonese è stata ospite della Borsa Internazionale del Turismo di Milano (BIT). In questa occasione, la Provincia si è avvalsa della collaborazione del duo comico “I Fichi d’India”.</p>
<p>Foto: Igor Dutina &#8211; Fotolia.com</p>
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		<title>Crotone: dalla Magna Grecia a Carlo V</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 09:59:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Crotone è il capoluogo dell’omonima provincia calabrese e ha circa 60mila abitanti. La sua fondazione risale all’ottavo secolo a.C. ad opera degli Achei. I Greci ne fecero un importante centro della Magna Grecia, grazie al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mackrotone.it/wp-content/uploads/2012/01/Calabria-Vista-300x200.jpg" alt="Calabria" title="Porto turistico" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-18" /><strong>Crotone è il capoluogo dell’omonima provincia calabrese e ha circa 60mila abitanti. La sua fondazione risale all’ottavo secolo a.C. ad opera degli Achei. I Greci ne fecero un importante centro della Magna Grecia, grazie al suo affaccio sul mar Ionio.</strong></p>
<h2>Crotone: dalla nascita greca al dominio spagnolo</h2>
<p>Già nell’età del bronzo, il promontorio crotonese era abitato da popolazioni indigene, ma la città vera e propria venne fondata dai Greci nell’ottavo secolo avanti Cristo.<br />
Secondo una leggenda, il toponimo Crotone deriva dal nome del figlio di Eaco, ucciso per sbaglio dall’amico Eracle, il quale fonda la città omonima nei pressi della tomba dell’amico defunto; altre leggende narrano miti di fondazione diversi con diverse derivazioni della toponomastica: infatti il nome potrebbe derivare anche dall’eroe Kroton, fratello del re dei Feaci, Alcinoo.<br />
Quale che sia la derivazione del nome della città o il mito a cui essa è legata, fu una sicura realtà il fatto che la località calabrese rivestì un ruolo importante in epoca greca, grazie anche al clima salubre che le diede popolarità.<br />
A livello storico, Crotone è soprattutto famosa per essere stata la sede della scuola fondata da Pitagora nel 530 a.C.<br />
Parimenti agli altri territori della penisola italiana, la cittadina calabrese fu caratterizzata da numerose dominazioni, tra cui l’Impero Romano e gli spagnoli in epoca medievale.<br />
Testimonianze di queste invasioni si ritrovano nelle architetture della località: ad esempio, il castello di Carlo V, nella sua attuale riedificazione, testimonia la dominazione del Sacro Romano Impero, mentre i resti del tempio di Hera Lacinia  a Capo Colonna, sono la prova delle origini greche della città.</p>
<h2>I monumenti principali di Crotone</h2>
<p>Crotone possiede un patrimonio artistico e culturale molto ricco, caratterizzato da bellissimi palazzi e numerose chiese.<br />
Oltre al castello di Carlo V, sono da annoverare tra le architetture civili i numerosi palazzi, primo fra tutti, il palazzo Barracco, situato proprio in piazza Castello.<br />
Tra gli altri palazzi figurano l’Aragona, il Gerace, il Messina-Duarte, il Castiglia e moltissimi altri.<br />
Per quanto riguarda gli edifici religiosi, il più importante è la Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta, situata nella piazza principale della città, piazza Duomo.</p>
<p>Foto: Philipp Keltenich</p>
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		<title>L’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 09:53:44 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Storia e Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Il territorio di Crotone ospita, tra le sue varie attrazioni turistiche e naturalistiche, l’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto: tale zona è particolarmente ricca sia dal punto vista archeologico, sia dal punto di vista naturalistico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mackrotone.it/wp-content/uploads/2011/06/rizzuto-300x200.jpg" alt="L’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto" title="L’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-42" /><strong>Il territorio di Crotone ospita, tra le sue varie attrazioni turistiche e naturalistiche, l’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto: tale zona è particolarmente ricca sia dal punto vista archeologico, sia dal punto di vista naturalistico e biologico.</strong></p>
<h2>Capo Rizzuto e il suo territorio</h2>
<p>L’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto si estende per circa 15mila ettari ed è suddivisa in tre zone principali: la zona di Riserva Integrale, la zona di Riserva Generale e infine quelle di Riserva Parziale. A loro volta queste sono suddivise in altre zone più piccole.<br />
Nella prima, la zona di Riserva Integrale, la protezione del territorio è molto alta, infatti sono vietate la balneazione, le immersioni subacquee, la navigazione, l&#8217;ancoraggio, l&#8217;ormeggio e la pesca.<br />
Tuttavia, la Riserva Integrale è a sua volta suddivisa in zone in cui non tutte le attività sopracitate sono vietate, bensì alcune sono consentite sotto sorveglianza o per motivi di ricerca scientifica.<br />
Nella zona di Riserva Generale vige un regime di più bassa protezione, infatti sono consentite numerose attività, quali: la balneazione; le visite guidate subacquee; le immersioni subacquee disciplinate dall&#8217;Ente gestore; la navigazione a vela, a remi e a motore con velocità non superiore ai 5 nodi; l&#8217;ancoraggio e l’ormeggio in zone appositamente individuate e attrezzate; infine è consentita la pesca professionale, turistica e sportiva, ma resta vietata quella subacquea.<br />
Le attività consentite dalla zona di Riserva Generale, sono permesse anche in quella di Riserva Parziale, che comprende il residuo tratto di mare non controllato dalle prime due zone.</p>
<h2>L’ambiente marino di Capo Rizzuto</h2>
<p>Oltre ad un ricco patrimonio storico e archeologico, come ad esempio il sito archeologico di Capo Colonna, l’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto offre anche un notevole patrimonio naturalistico e biologico. L’affaccio sul mare, infatti, caratterizza il territorio con affascinanti esemplari di flora e fauna marine.<br />
I fondali presentano labirinti e cunicoli scavati dalla corrente nelle rocce, che danno ospitalità a varie specie di pesci, tra cui cernie, barracuda e pesci pappagallo.<br />
L’ambiente sottomarino ospita inoltre molluschi, quali ad esempio numerose varietà di ricci di mare. In alcuni periodi nuotano nella zona di Capo Rizzuto anche i delfini.</p>
<p>Foto: Mytho &#8211; Fotolia.com</p>
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		<title>MACK: Museo di Arte Contemporanea di Crotone</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jun 2011 09:48:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tra vari traslochi e cambiamenti di sede, il Museo di Arte Contemporanea di Crotone (MACK) si è finalmente stabilito presso Palazzo Barracco. Il museo espone opere realizzate dal secondo dopo guerra in poi. La nascita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-12" title="Galleria d'arte" src="http://www.mackrotone.it/wp-content/uploads/2012/01/Mostra-arte-300x124.jpg" alt="Collezioni" width="300" height="124" /><br />
<strong>Tra vari traslochi e cambiamenti di sede, il Museo di Arte Contemporanea di Crotone (MACK) si è finalmente stabilito presso Palazzo Barracco. Il museo espone opere realizzate dal secondo dopo guerra in poi.</strong></p>
<h2>La nascita del MACK di Crotone</h2>
<p>Il Museo di Arte Contemporanea di Crotone venne inaugurato nel 1998 e inizialmente la sua collezione trovò ospitalità presso il Palazzo Fonte-Calojro, situato nel centro storico della cittadina calabrese. Successivamente, nel 2004, le opere del MACK vennero momentaneamente esposte in alcune sale del Castello di Santa Severina e nel 2007 furono ospitate dalla sede direzionale della Banca Popolare di Crotone. Questa formula itinerante ha permesso al museo di entrare in contatto direttamente con il territorio, attraverso la promozione e la valorizzazione del patrimonio culturale e artistico posseduto dal MACK. Dopo questo lungo peregrinare, negli ultimi anni il museo si è stabilito definitivamente in uno dei siti culturali più belli della città, il Palazzo Barracco di piazza Castello.</p>
<h2>Cosa espone il MACK di Crotone</h2>
<p>La collezione del MACK consiste di una mostra permanente divisa in due sezioni: Kroton ’98 e Contemporanea ’98. La prima, Kroton ’98, raccoglie le opere degli artisti che dagli anni 50’ hanno realizzato la propria arte interpretando in maniera individuale il contemporaneo. Tra questi figurano: Carla Accardi, Nicola Carrino, Bruno Ceccobelli, Nino Longobardi, Hidetoshi Nagasawa, Vettor Pisani, Mimmo Rotella, Giuseppe Uncini e Claudio Verna. La seconda sezione, invece, espone lavori di giovani artisti e di coloro che fanno arte considerata giovane; si tratta perciò di una collezione all’avanguardia e piuttosto irrequieta, che annovera tra i propri artisti Ferdinando Fedele, Serafino Maiorano, Alfredo Pirri, Giuseppe Pulvirenti e Ascanio Renda. Con il trasferimento nella nuova prestigiosa sede di piazza Castello, nel 2008, il museo ha portato a termine una serie di nuove acquisizioni che hanno ampliato notevolmente il già ricco patrimonio artistico del primo museo di arte contemporanea della Calabria. Tra i nuovi artisti esposti a Palazzo Barracco, figurano: Francesco Arena, Vanessa Beecroft, Alighiero Boetti, Nicola Carrino, Sandro Chia, Enzo Cucchi, Ra di Martino, Bruna Esposito, Stefania Galegati, Franco Giordano, Liana Moro, Luigi Ontani, Giulio Paolino, Grazia Toderi, Nico Vascelari.</p>
<p>Foto: Alex Kalmbach &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Le chiese e il castello di Crotone</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 09:43:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Carlo V]]></category>
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		<category><![CDATA[Il Castello di Krotone]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-9" title="Monumenti" src="http://www.mackrotone.it/wp-content/uploads/2012/01/Monumenti-300x180.jpg" alt="Arte e cultura" width="300" height="180" /><strong>La città di Crotone, capoluogo dell’omonima provincia calabrese, ha origini antichissime, infatti la sua fondazione risale all’ottavo secolo a.C. Per quanto la presenza dell’uomo su quelle terre risalga alla preistoria, furono i Greci Achei a dar vita al nucleo urbano originario della cittadina calabrese.</strong></p>
<h2>Le chiese di Crotone</h2>
<p>Numerose sono le architetture religiose cristiane presenti sul territorio di Crotone.<br />
La chiesa principale è la Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta, il duomo dedicato all’omonima santa e a san Dionigi l&#8217;Areopagita. L’impianto originario risale al nono secolo, ma nel quindicesimo secolo, la basilica venne riedificata con materiali provenienti dal tempio di Hera Lacinia, situato nel vicino promontorio di Capo Colonna. Nel corso degli anni l’edificio ha subito numerosi altri restauri.<br />
Tra le particolarità di questa cattedrale figurano opere artistiche di rilievo, quali ad esempio un pulpito in marmo progettato dall&#8217;architetto Pietro Paolo Farinelli alla fine del 1800 e una fonte battesimale in pietra con base zoomorfa, risalente al tredicesimo secolo.<br />
Inoltre, nella cappella ottocentesca posta alla fine della navata destra, si trova l’icona bizantina della Madonna di Capo Colonna che, secondo la tradizione, è stata realizzata da san Luca.<br />
Tra gli altri luoghi di culto cristiano di Crotone, si annoverano la chiesa di Santa Chiara con annesso monastero delle Clarisse; la chiesa dell&#8217;Immacolata e quella di San Giuseppe, situate entrambe nel centro storico, nonché numerose altre. Nel sito archeologico del tempio di Hera Lacinia, si trova infine il santuario della Madonna di Capo Colonna.</p>
<h2>Il castello di Carlo V a Crotone</h2>
<p>Nella parte antica della cittadina calabrese, sorge il castello di Carlo V. Sebbene prenda il nome dal sovrano del Sacro Romano Impero, il castello venne edificato nell’840 quale difesa dai Saraceni; poi nel 1541 venne modificato da Carlo V  e quindi ora l’edificio porta il suo nome.<br />
Inizialmente si trattava di una rudimentale fortezza difensiva, ma sotto il dominio spagnolo il castello divenne una delle più possenti fortezze militari d’Italia<br />
Attualmente il castello ospita una sezione del Museo Archeologico Nazionale di Crotone ed è in progetto la realizzazione di un museo più grande che raccolga l’intero patrimonio archeologico del territorio crotonese.</p>
<p>Foto: arkanoide &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Il sito archeologico di Capo Colonna</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2011 09:18:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>KR</dc:creator>
				<category><![CDATA[Siti e Aree protette]]></category>
		<category><![CDATA[Beni Archeologici Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Capo Colonna]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[Siti archeologici]]></category>
		<category><![CDATA[Tempio di Hera Lacinia]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei pressi di Crotone, sorge il sito archeologico di Capo Colonna. Il nome del territorio trae origine dall’ultima colonna rimasta del tempio di Hera Lacinia, affacciato sul mare. Gli scavi archeologici di Capo Colonna In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mackrotone.it/wp-content/uploads/2011/05/capo-300x199.jpg" alt="Il sito archeologico di Capo Colonna" title="Il sito archeologico di Capo Colonna" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-44" /><strong>Nei pressi di Crotone, sorge il sito archeologico di Capo Colonna. Il nome del territorio trae origine dall’ultima colonna rimasta del tempio di Hera Lacinia, affacciato sul mare.</strong></p>
<h2>Gli scavi archeologici di Capo Colonna</h2>
<p>In seguito ai ritrovamenti del tempio e degli edifici circostanti, il promontorio di Capo Colonna divenne un sito archeologico, dal quale è derivato successivamente il parco archeologico realizzato dalla Sovrintendenza per i Beni Archeologici della Calabria. L’area adibita agli scavi comprende circa 30 ettari di terreno, mentre altri 20 ettari sono formati da una zona boschiva e dalla vegetazione tipica della macchia mediterranea.<br />
Proprio all’ingresso del parco di Capo Colonna, si trova ubicato il Museo Archeologico che raccoglie i reperti rinvenuti nell’area circostante. L’edificio è formato da tre padiglioni incassati direttamente nel terreno al fine di produrre un minore impatto ambientale.<br />
I primi scavi si incontrano alla fine di un sentiero alberato, che attraversa il lussureggiante bosco che circonda parte del parco. Superata la cinta muraria del sesto secolo, si giunge nell’area del tempio dedicato alla dea Hera Lacinia. Questa zona, definita sacra, è attraversata dalla cosiddetta Via Sacra. </p>
<h2>Il tempio di Capo Colonna</h2>
<p>Il promontorio di Capo Colonna prende appunto il nome dall’ultima colonna rimasta in piedi del tempio di Hera Lacinia. La struttura del tempio, tipicamente greca, era formata da quarantotto colonne scanalate, realizzate in stile dorico e alte più di otto metri. Il tetto era stato presumibilmente realizzato con lastre e tegole di marmo. Quasi nessun indizio è rimasto a proposito delle decorazioni, di cui non si sa praticamente nulla. Tuttavia risulta probabile la loro presenza grazie al ritrovamento di alcuni frammenti, quali ad esempio una testa femminile in marmo greco.<br />
Nelle vicinanze, sono situati i resti di altri tre edifici: &#8220;Edificio B&#8221;, &#8220;Edificio H&#8221; ed &#8220;Edificio K&#8221;.<br />
In base ad alcune ipotesi, il primo edificio potrebbe essere il tempio originario, dato che alcuni ritrovamenti risalgono al settimo secolo avanti Cristo. L’Hestiatorion, o Edificio H, potrebbe essere stato in passato una mensa per i pellegrini che visitavano il tempio; mentre il Katagogion, o Edificio K era la foresteria nella quale alloggiavano tali pellegrini.</p>
<p>Foto: lamio &#8211; Fotolia.com</p>
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